L’allattamento al seno non è soltanto una modalità di alimentazione: il latte umano contiene nutrienti, anticorpi, oligosaccaridi e componenti biologicamente attivi che contribuiscono alla crescita e alla maturazione del sistema immunitario del neonato.
La ricerca scientifica mostra una riduzione del rischio di alcune infezioni gastrointestinali e respiratorie, mentre nei neonati prematuri l’alimentazione con latte umano è associata a una minore incidenza di enterocolite necrotizzante. Esistono inoltre associazioni con un minor rischio di sovrappeso e obesità, anche se per alcuni esiti le prove sono meno definitive.
I benefici riguardano anche la madre: l’allattamento è associato a un minor rischio di tumore della mammella e dell’ovaio e diabete di tipo 2.
L’OMS raccomanda l’avvio entro la prima ora di vita, sei mesi di allattamento esclusivo e la prosecuzione fino a due anni o oltre, insieme a un’adeguata alimentazione complementare.
Ma la ricerca evidenzia anche un altro elemento: sostenere la madre è fondamentale. Consulenza professionale, assistenza sanitaria e condizioni sociali favorevoli possono aumentare la possibilità di iniziare e mantenere l’allattamento.
Promuovere l’allattamento, quindi, significa anche garantire informazione, supporto e libertà di scelta, senza trasformare i benefici scientifici in colpe o pressioni.








