ULTIMO AGGIORNAMENTO: 22 Settembre 2026. 17:05

Caivano, fuga chimica alla PPG: cosa sappiamo sui rischi per la salute

La fuga di sostanze chimiche nello stabilimento PPG di Caivano ha provocato esalazioni e attivato controlli ambientali e sanitari. La ricerca scientifica analizza gli effetti dei vapori chimici sulla salute e l’importanza del monitoraggio della qualità dell’aria.

Un odore acre e persistente, segnalazioni di bruciore agli occhi e alle vie respiratorie e un incidente industriale al centro degli accertamenti. È quanto accaduto il 12 settembre 2026 nell’area ASI di Pascarola, a Caivano, dove una fuoriuscita di sostanze volatili da due silos dello stabilimento PPG ha provocato la dispersione di vapori nell’atmosfera.

L’episodio ha richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco, compreso il nucleo specializzato NBCR, e l’attivazione del Centro di Coordinamento Soccorsi in Prefettura, con il coinvolgimento di ARPAC, ASL e altri enti.

Sul piano sanitario, il dato più importante è ancora da definire: quale sostanza è stata dispersa e in quale concentrazione? L’odore, infatti, può segnalare la presenza di una sostanza ma non consente da solo di stabilirne la pericolosità.
La letteratura scientifica mostra che l’esposizione a diversi composti organici volatili e vapori irritanti può provocare bruciore a occhi e gola, tosse, nausea, cefalea e difficoltà respiratorie. Gli effetti dipendono dalla sostanza, dalla concentrazione e dalla durata dell’esposizione.

Il 15 settembre, il Comune di Caivano ha adottato un’ordinanza contingibile e urgente: chiusura di scuole, parchi e cimitero e divieto di attività sportive all’aperto, in attesa degli esiti definitivi dei campionamenti.
La priorità scientifica è quindi una: misurare ciò che è stato disperso nell’aria e quantificare l’esposizione della popolazione.

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