Cosa succede quando mangiamo cibi scaduti?
Superare la data riportata sulla confezione non significa automaticamente andare incontro a un’intossicazione alimentare. Il rischio dipende soprattutto dal tipo di indicazione presente in etichetta, dall’alimento, dalla temperatura di conservazione e dal tempo trascorso.
La dicitura “da consumarsi entro” riguarda la sicurezza microbiologica: oltre quella data, il prodotto non dovrebbe essere consumato. Il “da consumarsi preferibilmente entro”, invece, indica principalmente il limite entro cui l’alimento mantiene al meglio gusto, consistenza e caratteristiche nutrizionali.
La ricerca scientifica evidenzia che alcuni microrganismi, tra cui Listeria monocytogenes, possono crescere anche in frigorifero senza modificare in modo evidente odore o aspetto del cibo. Altri batteri possono produrre tossine resistenti al calore: per questo, cuocere un alimento alterato non garantisce sempre la sicurezza.
Particolare prudenza è necessaria con carne fresca, pesce, molluschi, latticini, salumi, piatti pronti, creme e alimenti contenenti uova crude. Una confezione gonfia, muffa, liquido anomalo, odore sgradevole o consistenza viscida sono segnali per eliminare il prodotto senza assaggiarlo.
La regola più sicura è semplice: rispettare la data, seguire le istruzioni dopo l’apertura e mantenere correttamente la catena del freddo.
Riferimenti scientifici
• EFSA, Guidance on date marking and related food information: Part 1. PMID: 33304412.
• Newsome R. et al., Applications and Perceptions of Date Labeling of Food. PMID: 33412704.
• Manzocco L. et al., Shelf Life of Food Products: From Open Labeling to Real-Time Measurements. PMID: 29328810.
• Rosso L. et al., Differential growth of Listeria monocytogenes at 4 and 8°C. PMID: 31159105.
• Regenthal P. et al., Thermal stability and structural changes in bacterial toxins responsible for food poisoning. PMID: 28207867.








