Tre uragani simultanei nel Pacifico, evento raro che gli scienziati suppongono dia dovuto all’anomalo riscaldamento delle acque. Vortici che sarebbero legati al El Niño.
Non è solo un’anomalia dell’Oceano Pacifico. El Niño può innescare un effetto domino climatico capace di attraversare continenti, modificando piogge, temperature, pesca, agricoltura, incendi e perfino le rotte del commercio mondiale.
Durante il potente episodio del 1997-1998, Perù ed Ecuador furono colpiti da piogge eccezionali, alluvioni e frane: in alcune aree le precipitazioni raggiunsero valori fino a dieci volte la norma. Nello stesso periodo, Indonesia e Australia affrontarono siccità e incendi devastanti.
L’effetto può essere opposto a migliaia di chilometri di distanza: dove cade troppa acqua, altrove può sparire. È uno dei motivi per cui El Niño può compromettere raccolti e sicurezza alimentare. Nel 2015-2016 la siccità colpì duramente l’Africa australe, con pesanti conseguenze su mais, allevamento e disponibilità di cibo.
E poi ci sono gli oceani. Il potente El Niño del 2015-2016 contribuì a uno dei più estesi eventi di sbiancamento globale dei coralli mai osservati: nella Grande Barriera Corallina la mortalità dei coralli superficiali raggiunse circa il 29% nel 2016.
L’ultimo episodio, quello del 2023-2024, ha mostrato quanto gli effetti possano arrivare fino all’economia: la siccità associata a El Niño contribuì alla crisi idrica del Canale di Panama, costringendo a ridurre i transiti delle navi.
El Niño, quindi, non è semplicemente “un fenomeno climatico”: è una gigantesca perturbazione del sistema Terra, capace di trasformare in pochi mesi acqua, cibo, ecosistemi ed economia.
Fonti della ricerca
NOAA – Climate Prediction Center e NOAA Ocean Exploration
NOAA Coral Reef Watch – Global Coral Bleaching Events
FAO – El Niño, sicurezza alimentare e agricoltura
WMO/OMM – El Niño 2023-2024 e impatti climatici
Autorità del Canale di Panama – crisi idrica e transiti 2023-2024








