Il grave incendio nel territorio di Giugliano in Campania ha generato una colonna di fumo denso contenente una miscela complessa di gas tossici, particolato fine e composti organici persistenti (POP).
Le autorità locali, via ordinanza contingibile e urgente, hanno invitato la popolazione a mantenere porte e finestre chiuse, limitare gli spostamenti all’aperto e spegnere condizionatori e sistemi di ventilazione forzata: misure mirate a ridurre l’Air Exchange Rate domestico e quindi l’ingresso di contaminanti.
Pericoli immediati: la combustione incompleta libera monossido di carbonio (CO) — responsabile di ipossia sistemica — e acido cianidrico (HCN), particolarmente prodotto dalla combustione di materiali sintetici. Ossidi di azoto e SO2 causano forte irritazione delle vie aeree e possono provocare broncospasmo ed edema polmonare nei soggetti sensibili.
Particolato (PM10/PM2.5/PM0.1): le particelle fini penetrano fino agli alveoli e, nelle frazioni ultrafini, possono entrare in circolo con effetti infiammatori sistemici che aumentano il rischio di riacutizzazioni respiratorie, eventi cardiovascolari acuti e complicanze nelle popolazioni vulnerabili (bambini, anziani, cardiopatici, asmatici).
Tossicità a lungo termine: la combustione di PVC e rifiuti favorisce formazione e dispersione di diossine, furani e IPA (es. benzo[a]pirene), sostanze persistenti e bioaccumulabili con potenziale cancerogeno e interferente endocrino.
Perché chiudere e spegnere i condizionatori: chiudere infissi riduce l’immissione di fumi; spegnere o impostare in ricircolo gli impianti evita che ventilatori o unità esterne aspirino aria contaminata. Se possibile, usare filtri HEPA certificati e limitare l’apertura prolungata degli infissi finché la qualità dell’aria non torni sicura.
Indicazioni pratiche immediate:
• Restare in casa con porte/finestre chiuse; usare mascherine FFP2 se deve uscire.
• Spegnere ventilazione meccanica/condizionatori che prelevano aria esterna; attivare solo ricircolo con filtri adeguati.
• Persone con sintomi (vertigini, cefalea, dispnea, confusione) rivolgersi subito ai servizi sanitari.
• Evitare consumo immediato di prodotti coltivati all’aperto finché non verificate le ricadute.
La gestione del rischio richiede monitoraggi della qualità dell’aria, campionamenti dei suoli e delle colture per valutare ricadute di POP e una sorveglianza sanitaria delle popolazioni esposte.








