ULTIMO AGGIORNAMENTO: 22 Settembre 2026. 17:05

Meno luce, più stanchezza: cosa cambia nel nostro corpo

Meno luce, più cambiamenti per il nostro organismo. Sonno, ritmo biologico e umore possono risentire delle giornate più corte. Esporsi alla luce naturale aiuta a mantenere l’equilibrio.

Dopo il solstizio d’estate le giornate iniziano ad accorciarsi. E il nostro organismo se ne accorge. La diminuzione della luce naturale non è soltanto una questione astronomica: può influenzare ritmo circadiano, sonno, energia e umore.

Il nostro corpo segue un vero e proprio orologio biologico di circa 24 ore, regolato anche dalla luce. Quando l’esposizione luminosa cambia, può modificarsi la sincronizzazione del ritmo sonno-veglia e della produzione di melatonina, l’ormone coinvolto nella regolazione del sonno.
Meno luce, umore più fragile

Con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno, alcune persone possono sviluppare il disturbo affettivo stagionale (SAD), caratterizzato da sintomi come tristezza, apatia, irritabilità, stanchezza e perdita di interesse. La riduzione della luce può infatti interferire con i meccanismi biologici che regolano umore e sonno.
Non significa, però, che accorciare delle giornate provochi automaticamente depressione: la risposta varia molto da persona a persona.

La strategia più semplice? Uscire alla luce

Trascorrere tempo all’aperto durante le ore luminose, mantenere orari regolari per sonno e risveglio e limitare la luce artificiale intensa nelle ore serali può aiutare a mantenere più stabile l’orologio biologico.
Per chi presenta un vero disturbo affettivo stagionale, la fototerapia può rappresentare un trattamento efficace, ma va valutata con un professionista sanitario.
Le giornate si accorciano. Il nostro organismo cambia ritmo. Ascoltarlo è il primo passo per stare bene.

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