ULTIMO AGGIORNAMENTO: 22 Settembre 2026. 17:05

Mondragone, la terra dei roghi dimenticata

Tredici discariche abusive documentate tra la Via Appia, campi coltivati e il mare raccontano l'emergenza ambientale di Mondragone. Tra rifiuti tossici, roghi, amianto e un'elevata incidenza di tumori, cresce la richiesta di controlli e interventi per fermare un degrado che continua a minacciare ambiente e salute pubblica.
Una città sotto assedio dai rifiuti. Urbani, speciali, tossici, ingombranti. A Mondragone si sversa ovunque e poi si da tutto alle fiamme.

L’inchiesta

Abbiamo documentato tredici discariche abusive insieme al Direttore Scientifico di BioMad Magazine, Costantino Bravaccino, accompagnati da Alessandro, storico ambientalista del territorio che da decenni denuncia e combatte questo disastro ambientale.
Le segnalazioni arrivano, alcune aree vengono persino interdette, ma il degrado non si ferma. Le discariche continuano a crescere.

Una zona di forte interesse culturale lasciata al degrado 

In questa zona le telecamere di sorveglianza sono state rimosse.
Eppure ci troviamo in un luogo di straordinario valore storico: qui correva l’antica Via Appia, ancora oggi visibile insieme ai resti dell’acquedotto romano. Un patrimonio archeologico soffocato dai rifiuti.
In altre aree, invece, gli impianti di videosorveglianza sembrerebbero non funzionare o le immagini non vengono visionate perché si scarica proprio a ridosso e chi lo fa resta inosservato e impunito.
Le discariche sorgono a pochi metri da campi coltivati, vigneti e allevamenti bufalini.
E sono vicinissime anche al mare.

Cumuli di veleno 

Eternit a pochi passi dalla spiaggia, a portata di mano dei cittadini che respirano veleni.
Si sversa. Si brucia. Si respira quell’aria. E le conseguenze, spesso, si pagano con la salute.
L’incidenza dei tumori in questo territorio resta tra le più elevate. I dati del Registro Tumori di Mondragone evidenziano una percentuale di casi significativamente superiore rispetto a quella di numerosi comuni limitrofi.
Perché tutto questo continua ad accadere? Chi continua a sversare? Domande che attendono ancora risposte. Intanto, del problema si parla poco. A raccontare ciò che accade, con coraggio e costanza, restano pochi attivisti, tra cui Alessandro, che vive ogni giorno questa realtà.
Il ritratto è quello di un territorio segnato dall’abbandono e dal degrado, dove il disastro ambientale sembra essere diventato una drammatica normalità. E mentre i rifiuti continuano ad accumularsi, chi vive qui è costretto a convivere con un ambiente sempre più compromesso e con un’aria che, troppo spesso, sembra difficile perfino respirare.

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