ULTIMO AGGIORNAMENTO: 7 Novembre 2026. 14:39

Napoli e provincia, sette incendi in 45 giorni: dati sull’inquinamento

Sette incendi tra Napoli e provincia in circa sei settimane: i monitoraggi ARPAC mostrano risultati differenti per diossine, furani e PCB. Dal rogo di via Brin a Taverna del Re, la valutazione del rischio richiede campionamenti mirati e dati specifici sull’esposizione.

Il rogo di via Brin riporta al centro una domanda scientifica: quanto può essere pericoloso il fumo degli incendi urbani? Il 16 ottobre, nell’Autoparcheggio King, a Napoli, le fiamme hanno coinvolto un’autospazzatrice e un box adibito a deposito di merci. Una colonna di fumo nero si è alzata sulla zona orientale della città. Non risultavano feriti e le cause erano ancora da accertare. Al momento, senza misurazioni specifiche, non è possibile quantificare l’esposizione della popolazione.

Dal 1° settembre al 16 ottobre, il quadro raccolto comprende sette incendi di rilievo con notizie pubbliche e dati o interventi ambientali. Tre hanno interessato Taverna del Re, a Giugliano. Qui, dopo il rogo del 6 settembre, l’ARPAC ha rilevato 2,4 pg/Nm³ I-TEQ di diossine, furani e PCB diossina-simili; il campionamento successivo ha registrato 0,87. Per l’incendio del 21 settembre il valore è stato 0,037, mentre per quello del 3 ottobre la somma è risultata inferiore al limite di quantificazione.

Il riferimento tecnico di 0,15 pg/Nm³ I-TEQ non è un limite di legge. Inoltre, un dato inferiore al riferimento o al limite di quantificazione non esclude la presenza di altri inquinanti. La ricerca associa l’esposizione al fumo soprattutto a irritazioni e problemi respiratori; intensità e durata del rischio dipendono dai materiali bruciati, dalla dispersione atmosferica e dalle misurazioni disponibili. Per via Brin, servono quindi dati ambientali specifici, non deduzioni dal colore della nube.

L’elevata frequenza degli incendi a Napoli e provincia solleva una questione che va oltre il singolo episodio: l’esposizione ripetuta al fumo può aumentare la pressione ambientale e i rischi per la salute, soprattutto per le persone più vulnerabili. Tuttavia, il numero dei roghi, da solo, non dimostra che l’aria sia costantemente contaminata né permette di quantificare il rischio cumulativo. Per capire se gli incendi stiano incidendo sulla qualità dell’aria nel territorio servono monitoraggi continuativi, analisi dei contaminanti e valutazioni dell’esposizione nel tempo. Perché il problema non è soltanto quanto inquina un singolo incendio, ma anche che cosa resta nell’ambiente quando gli episodi si ripetono.

Riferimenti scientifici e fonti

  1. Gould CF et al. Health Effects of Wildfire Smoke Exposure. Annual Review of Medicine. 2024;75:277–292. PMID: 37738508. PubMed.
  2. Karanasiou A et al. Short-term health effects from outdoor exposure to biomass burning emissions: A review.Science of the Total Environment. 2021;781:146739. PMID: 33798874. PubMed.

  3. Hadley MB et al. Protecting Cardiovascular Health From Wildfire Smoke. Circulation. 2022;146(10):788–801. PMID: 36067276. PubMed.

  4. Anyachebelu A et al. Characterizing the effects of structural fires on fine particulate matter with a dense sensing network. Scientific Reports. 2023;13:12862. PMID: 37553425. PubMed.

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