ULTIMO AGGIORNAMENTO: 3 Agosto 2026. 15:05

Burnout prima delle ferie: quando la vacanza sembra non bastare più

Lo stress accumulato prima delle ferie può rendere difficile staccare davvero dal lavoro e ridurre i benefici della vacanza. Riconoscere i segnali del burnout pre-vacanza e adottare alcune semplici strategie può favorire un recupero psicofisico più efficace.
Burnout prima delle ferie: quando la vacanza sembra non bastare più

Lo stress accumulato nelle settimane che precedono la partenza può compromettere il recupero psicofisico. Ecco perché è importante riconoscerne i segnali.

Le vacanze sono spesso considerate il momento ideale per recuperare energie e ritrovare il benessere. Eppure, per molte persone, i giorni che precedono la partenza rappresentano il periodo più stressante dell’anno. Scadenze da rispettare, attività da concludere, timore di lasciare il lavoro incompleto e difficoltà a “staccare” alimentano un senso di tensione che può sfociare in quello che viene comunemente definito burnout pre-vacanza.

Non si tratta semplicemente di stanchezza. Questo stato si manifesta con un insieme di sintomi che richiamano le caratteristiche del burnout: esaurimento emotivo, irritabilità, difficoltà di concentrazione, insonnia e una costante preoccupazione per il lavoro, anche quando le ferie sono ormai vicine.

Perché la vacanza può non essere sufficiente

Secondo gli studi sul recupero dallo stress lavorativo, il problema nasce dall’incontro tra stress cronico non risolto e l’aumento delle richieste organizzative tipico del periodo che precede le ferie. Quando la mente continua a rimanere focalizzata sul lavoro, il cosiddetto distacco psicologico diventa difficile e anche i benefici della vacanza possono ridursi o esaurirsi rapidamente al rientro.

I segnali da non sottovalutare

Tra i segnali da non sottovalutare figurano:

  • una stanchezza persistente nonostante il riposo;
  • pensieri continui legati al lavoro;
  • senso di colpa all’idea di assentarsi;
  • difficoltà a prendere decisioni;
  • peggioramento del sonno;
  • perdita di entusiasmo persino per la vacanza stessa.

Le strategie per favorire il recupero

Gli esperti suggeriscono alcune strategie semplici ma efficaci per favorire un reale recupero:

  • pianificare il lavoro con anticipo;
  • delegare le attività;
  • programmare messaggi di assenza;
  • limitare le comunicazioni digitali durante le ferie.

Anche dedicare uno o due giorni di transizione prima della partenza e mantenere routine rilassanti, come passeggiate, sonno regolare o esercizi di respirazione, può facilitare il distacco mentale.

Quando rivolgersi a un professionista

Se, invece, il disagio diventa intenso e persistente, con insonnia marcata, forte ansia o sintomi depressivi, è consigliabile rivolgersi al proprio medico o a un professionista della salute mentale. Il burnout è infatti riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come fenomeno occupazionale associato allo stress cronico sul lavoro.

Le ferie rappresentano un’opportunità preziosa di recupero, ma per trarne un beneficio reale è fondamentale iniziare a prendersi cura del proprio equilibrio psicofisico già prima della partenza.

Fonti scientifiche

  • Maslach C., Jackson S.E. (1981). The Measurement of Experienced Burnout. Journal of Organizational Behavior, 2, 99–113.
  • Sonnentag S., Fritz C. (2007). The Recovery Experience Questionnaire: Development and Validation. Journal of Occupational Health Psychology, 12(3): 204–221.
  • De Bloom J. et al. (2009). Do We Recover From Vacation? Meta-analysis of Vacation Effects on Health and Well-being. Journal of Occupational Health, 51: 13–25.
  • World Health Organization (WHO). International Classification of Diseases – ICD-11.

Direttore scientifico
Costantino Bravaccino

Articolo di
Carmen Cadalt

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