ULTIMO AGGIORNAMENTO: 24 Settembre 2026. 07:31

Taverna del Re, non è autocombustione: la scienza smonta la tesi dei 90 °C

Taverna del Re e incendi delle ecoballe: 90 °C non bastano per dimostrare l’autocombustione. La scienza distingue tra autoriscaldamento e causa dell’incendio. Per stabilire l’origine dei roghi servono analisi dei materiali, dati termici, ricostruzione dell’innesco e prove scientifiche verificabili.

La temperatura delle ecoballe non basta a spiegare l’origine dei due incendi. La scienza distingue tra autoriscaldamento, combustione spontanea e causa dell’innesco: per stabilire cosa sia accaduto servono dati, analisi e una ricostruzione forense.

Due incendi in poche settimane nello stesso sito, a Taverna del Re, nel territorio di Giugliano in Campania. Il primo il 6 settembre, il secondo il 21-22 settembre. Il secondo episodio ha interessato una piazzola di circa 50 metri quadrati e ha richiesto interventi di smassamento del materiale.

Nel dibattito sull’origine dei roghi è comparsa anche l’ipotesi dell’autocombustione, collegata al raggiungimento di temperature elevate all’interno delle ecoballe.

Ma è proprio qui che la scienza impone una distinzione.
Una temperatura di 90 °C, da sola, non dimostra l’autocombustione. Non dice quando quella temperatura sia stata raggiunta, dove sia stata misurata, quale materiale l’abbia raggiunta né se il fenomeno termico abbia preceduto o seguito l’incendio.

La letteratura scientifica documenta che alcuni rifiuti e combustibili derivati dai rifiuti possono sviluppare fenomeni di autoriscaldamento e, in determinate condizioni, arrivare alla combustione spontanea. Il fenomeno dipende da numerosi fattori: composizione del materiale, umidità, dimensione e densità dei cumuli, disponibilità di ossigeno, ventilazione e capacità di trattenere il calore.

Questo, però, non significa che ogni incendio di rifiuti sia automaticamente riconducibile all’autocombustione.
Ed è proprio questo il punto.
Dire “le ecoballe hanno raggiunto 90 °C, quindi si sono incendiate da sole” significa trasformare un dato fisico in una conclusione causale senza aver dimostrato tutti i passaggi intermedi.

La stessa letteratura scientifica mostra che il comportamento termico dei rifiuti può cambiare sensibilmente in funzione delle loro caratteristiche e delle condizioni di stoccaggio. Esistono studi che documentano fenomeni di autoriscaldamento, ma anche condizioni sperimentali nelle quali non emerge un rischio di autoaccensione.

Per Taverna del Re occorrerebbe quindi conoscere la composizione delle ecoballe, la distribuzione delle temperature nel tempo, la posizione dei punti più caldi, le condizioni di ossigenazione, l’umidità, eventuali movimentazioni o danneggiamenti e soprattutto la sequenza temporale tra autoriscaldamento e incendio.

La domanda scientifica, dunque, non è soltanto:
“90 °C possono esistere?”
Sì, possono.
La domanda è un’altra:
“Quei 90 °C spiegano davvero l’origine di questi due incendi?”
Sono due questioni completamente diverse.
E sulla base degli elementi pubblicamente disponibili riportati nelle fonti esaminate, l’autocombustione non può essere considerata una causa dimostrata soltanto sulla base di quel dato termico.

Quando una spiegazione diventa certezza
Quando una spiegazione viene consegnata al pubblico come una certezza, la scienza invita a fare un passo indietro e a guardare le prove.

Perché una cosa è indicare una possibile spiegazione, un’altra è dimostrarla.
In mezzo c’è proprio quella zona che la comunicazione pubblica dovrebbe lasciare aperta: il dubbio scientifico.
Se un fenomeno è davvero spiegato dall’autocombustione, saranno i dati a dimostrarlo. Se invece esistono altre possibilità, saranno sempre i dati a doverle confermare o escludere.
La scienza non ha bisogno di essere rassicurata da una risposta immediata. Ha bisogno di domande, misurazioni e prove.
Perché, in fondo, è questa la differenza tra raccontare una spiegazione e dimostrarla.

 

Riferimenti scientifici
* Yasuhara A, Amano Y, Shibamoto T. Investigation of the self-heating and spontaneous ignition of refuse-derived fuel during storage. Waste Management. 2010;30(7):1161–1164. PMID 19963363.
* Matunaga A, Yasuhara A, Shimizu Y, Wakakura M, Shibamoto T. Investigation on the spontaneous combustion of refuse-derived fuels during storage using a chemiluminescence technique. Waste Management & Research. 2008;26(6):539–545. PMID 19039070.
* Nammari DR, Hogland W, Marques M, Nimmermark S, Moutavtchi V. Emissions from a controlled fire in municipal solid waste bales. Waste Management. 2004;24(1):9–18. PMID 14672722.
* Moqbel S, Reinhart D, Chen R-H. Factors influencing spontaneous combustion of solid waste. Waste Management. 2010;30(8–9):1600–1607. PMID 20110161.
* Zerlottin M, Refosco D, Della Zassa M, Biasin A, Canu P. Self-heating of dried wastewater sludge. Waste Management. 2013;33(1):129–137. PMID 23046875.

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