Bagnare la frisella direttamente nell’acqua di mare è un’abitudine estiva molto diffusa lungo le coste italiane. Ma quello che per molti è un gesto della tradizione, secondo le evidenze scientifiche può rappresentare un rischio per la salute.
Perché l’acqua di mare non è sicura per gli alimenti
Il motivo è semplice: il sale e il sole non sterilizzano l’acqua di mare.
Al contrario, la frisella, grazie alla sua struttura porosa, assorbe come una spugna acqua e tutto ciò che contiene, compresi eventuali microrganismi e contaminanti.
Batteri, virus e contaminanti
Nelle acque costiere possono essere presenti batteri come Vibrio, Escherichia coli e Salmonella, oltre a virus intestinali come Norovirus ed Epatite A, soprattutto nelle aree vicine a foci di fiumi, porti o scarichi.
Anche se un mare è giudicato idoneo alla balneazione, ciò non significa che la sua acqua sia sicura da utilizzare per preparare o bagnare gli alimenti.
A questi rischi si aggiungono possibili contaminanti ambientali, come:
- residui di carburanti;
- microplastiche;
- creme solari;
- tossine prodotte da microalghe, in alcuni periodi dell’anno.
Come gustare la frisella in sicurezza
Per gustare la frisella in sicurezza basta un piccolo accorgimento: utilizzare acqua potabile, aggiungere un pizzico di sale marino alimentare e poi condirla con pomodoro, olio extravergine d’oliva e origano.
Il sapore della tradizione rimane, ma senza esporre l’organismo a rischi evitabili.
Fonti
- Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO)
- Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA)
- Centers for Disease Control and Prevention (CDC)
- Direttiva Europea 2006/7/CE sulle acque di balneazione
- Istituto Superiore di Sanità (ISS)
Direttore scientifico
Costantino Bravaccino
Articolo di
Carmen Cadalt








