ULTIMO AGGIORNAMENTO: 3 Agosto 2026. 15:05

Frisella bagnata in mare: rischi e sicurezza alimentare

Bagnare la frisella direttamente nell'acqua di mare può esporre a batteri, virus e contaminanti ambientali. Utilizzare acqua potabile e sale alimentare permette di conservare il gusto della tradizione senza correre rischi evitabili per la salute.
Frisella bagnata nel mare, la tradizione che può mettere a rischio la salute

Bagnare la frisella direttamente nell’acqua di mare è un’abitudine estiva molto diffusa lungo le coste italiane. Ma quello che per molti è un gesto della tradizione, secondo le evidenze scientifiche può rappresentare un rischio per la salute.

Perché l’acqua di mare non è sicura per gli alimenti

Il motivo è semplice: il sale e il sole non sterilizzano l’acqua di mare.

Al contrario, la frisella, grazie alla sua struttura porosa, assorbe come una spugna acqua e tutto ciò che contiene, compresi eventuali microrganismi e contaminanti.

Batteri, virus e contaminanti

Nelle acque costiere possono essere presenti batteri come Vibrio, Escherichia coli e Salmonella, oltre a virus intestinali come Norovirus ed Epatite A, soprattutto nelle aree vicine a foci di fiumi, porti o scarichi.

Anche se un mare è giudicato idoneo alla balneazione, ciò non significa che la sua acqua sia sicura da utilizzare per preparare o bagnare gli alimenti.

A questi rischi si aggiungono possibili contaminanti ambientali, come:

  • residui di carburanti;
  • microplastiche;
  • creme solari;
  • tossine prodotte da microalghe, in alcuni periodi dell’anno.

Come gustare la frisella in sicurezza

Per gustare la frisella in sicurezza basta un piccolo accorgimento: utilizzare acqua potabile, aggiungere un pizzico di sale marino alimentare e poi condirla con pomodoro, olio extravergine d’oliva e origano.

Il sapore della tradizione rimane, ma senza esporre l’organismo a rischi evitabili.

Fonti

  • Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO)
  • Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA)
  • Centers for Disease Control and Prevention (CDC)
  • Direttiva Europea 2006/7/CE sulle acque di balneazione
  • Istituto Superiore di Sanità (ISS)

Direttore scientifico
Costantino Bravaccino

Articolo di
Carmen Cadalt

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