Non è sinonimo di diabete e non significa necessariamente una condizione irreversibile. Ma riconoscerla e intervenire presto può aiutare a proteggere la salute metabolica.
Sintomi
Sonnolenza dopo i pasti, fame frequente e aumento del grasso addominale vengono spesso associati all’insulinoresistenza, ma attenzione: non sono sintomi specifici e da soli non permettono di diagnosticarla.
L’insulinoresistenza è una condizione nella quale le cellule rispondono meno efficacemente all’insulina. Il pancreas può compensare aumentando la produzione dell’ormone, mantenendo per un periodo la glicemia nella norma. Nel tempo, però, questa compensazione può non essere più sufficiente e aumentare il rischio di prediabete e diabete di tipo 2.
Come controllarla
La buona notizia è che non tutto è scritto nei geni. Attività fisica regolare, alimentazione equilibrata, controllo del peso quando necessario e sonno adeguato possono migliorare significativamente la sensibilità all’insulina.
Anche una semplice camminata dopo i pasti può favorire l’utilizzo del glucosio da parte dei muscoli. Non servono eliminazioni drastiche dei carboidrati: conta soprattutto la qualità complessiva dell’alimentazione e l’equilibrio del pasto.
L’insulinoresistenza, quindi, non va demonizzata né sottovalutata: è un campanello metabolico da interpretare con il medico, attraverso la storia clinica e gli esami appropriati.








