Napoli è ultima tra i 106 capoluoghi italiani nell’edizione 2026 di Ecosistema Urbano, il rapporto di Legambiente e Ambiente Italia con Il Sole 24 Ore. Il punteggio è 30,80 su 100, contro una media nazionale di 55,72. Un risultato che riaccende l’attenzione su inquinamento, mobilità e qualità della vita urbana.
La classifica analizza 20 indicatori suddivisi in sei aree: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. Tra le criticità segnalate figurano raccolta differenziata al 47%, perdite idriche, scarsità di verde fruibile e forte dipendenza dall’automobile, con ricadute potenziali sulla salute e sul benessere dei cittadini.
Attenzione, però: il punteggio non misura direttamente quanto sia sano l’ambiente napoletano. È un indice comparativo che evidenzia problemi strutturali, ma non sostituisce le rilevazioni specifiche sugli inquinanti o gli studi epidemiologici.
Rispetto al 2025, Napoli passa dal 103° al 106° posto, pur registrando un lieve aumento del punteggio, da 30,48 a 30,80. Un esempio di come la posizione in graduatoria dipenda anche dai risultati delle altre città.
La sfida è trasformare questi dati in interventi verificabili su trasporti, qualità dell’aria, rete idrica e verde pubblico. Perché la sostenibilità urbana non riguarda soltanto l’ambiente: riguarda anche la salute delle persone.
Riferimenti scientifici e documentali
- Legambiente, Ambiente Italia, Ecosistema Urbano 2026, rapporto sulla sostenibilità ambientale dei capoluoghi italiani.
- Legambiente, Ambiente Italia, Ecosistema Urbano 2025, confronto annuale degli indicatori ambientali urbani.
- Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), WHO Global Air Quality Guidelines, 2021.
- European Environment Agency (EEA), rapporti sulla qualità dell’aria e sugli effetti dell’inquinamento sulla salute.








