Miasmi a Giugliano, la scienza spiega perché gli odori persistono, il vero nodo resta capire cosa c’è nell’aria.
A Giugliano il problema dei cattivi odori continua a far discutere. Da settimane molti residenti segnalano esalazioni persistenti, spesso percepite anche all’interno delle abitazioni e provenienti dalle tubature degli scarichi.
Una storia che il territorio conosce da anni e che oggi trova una spiegazione anche nella ricerca scientifica.
Perché si formano i cattivi odori
Secondo gli studi sulla decomposizione dei rifiuti organici, quando la materia si degrada in assenza di ossigeno si sviluppano gas come:
- idrogeno solforato;
- ammoniaca;
- mercaptani;
- ammine.
Sono sostanze che possiedono una soglia olfattiva estremamente bassa: bastano concentrazioni minime perché l’uomo le percepisca con un odore intenso.
Il ruolo delle tubature domestiche
Le tubature domestiche possono diventare un punto di ingresso di questi gas quando il sifone perde il suo “sigillo d’acqua”, oppure quando all’interno degli scarichi si forma un biofilm batterico alimentato da residui organici.
In presenza di temperature elevate e umidità, i processi biologici accelerano e le esalazioni possono aumentare.
Il cattivo odore indica sempre un pericolo?
Ma il cattivo odore equivale automaticamente a un pericolo per la salute?
La risposta della comunità scientifica è prudente: non necessariamente. Il disagio olfattivo può provocare malessere, nausea, cefalea e stress, ma per stabilire un rischio tossicologico è indispensabile misurare la concentrazione delle sostanze presenti nell’aria.
Alcuni composti, come l’idrogeno solforato, possono diventare pericolosi solo a livelli molto più elevati rispetto a quelli necessari per essere percepiti dall’olfatto.
L’importanza dei monitoraggi ambientali
Per questo motivo, oltre alle segnalazioni dei cittadini, diventano fondamentali monitoraggi ambientali continui e analisi chimiche che consentano di:
- identificare l’origine delle emissioni;
- misurare le sostanze presenti nell’aria;
- valutare eventuali rischi reali per la popolazione.
La percezione diffusa degli odori rappresenta infatti un importante campanello d’allarme ambientale, ma deve essere accompagnata da dati scientifici per distinguere il semplice disagio da un’effettiva esposizione a sostanze nocive.
Fonti scientifiche
- Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), Air Quality Guidelines.
- Agenzia per la Protezione dell’Ambiente degli Stati Uniti (EPA), documentazione su idrogeno solforato (H₂S) e qualità dell’aria.
- Agenzia per le Sostanze Tossiche e il Registro delle Malattie (ATSDR), Toxicological Profile for Hydrogen Sulfide.
- Istituto Superiore di Sanità (ISS), pubblicazioni sulla qualità dell’aria e sugli odori molesti.
- Metcalf & Eddy, Wastewater Engineering: Treatment and Resource Recovery, McGraw-Hill.
Direttore scientifico
Costantino Bravaccino
Articolo di
Carmen Cadalt







