L’inchiesta
Tredici discariche abusive tra campi coltivati, mare e siti archeologici: il viaggio di BioMad Magazine in un territorio dove l’emergenza ambientale sembra non avere fine.
Mondragone continua a fare i conti con un’emergenza ambientale che sembra ormai cronica. Rifiuti urbani, speciali, tossici e ingombranti vengono abbandonati ovunque e, troppo spesso, finiscono per essere incendiati, alimentando il fenomeno della cosiddetta “terra dei roghi”.
Il sopralluogo
Nel corso di un sopralluogo realizzato insieme al Direttore Scientifico di BioMad Magazine, Costantino Bravaccino, e ad Alessandro, storico ambientalista del territorio impegnato da decenni nella denuncia di questi episodi, sono state documentate tredici discariche abusive distribuite in diverse aree del comune.
Nonostante le continue segnalazioni dei cittadini e gli interventi di interdizione di alcune zone, il fenomeno non si arresta. Al contrario, le discariche continuano ad aumentare, trasformando intere porzioni di territorio in depositi incontrollati di rifiuti.
A rendere il quadro ancora più grave è la quasi totale assenza di controlli efficaci. In alcune aree gli impianti di videosorveglianza sono stati rimossi; in altre, pur essendo presenti, sembrerebbero non impedire gli sversamenti, che continuano a verificarsi a pochi metri dalle telecamere senza che i responsabili vengano individuati.
Il degrado colpisce anche luoghi di straordinario valore storico e culturale. Proprio in queste aree si conserva ancora il tracciato dell’antica Via Appia, affiancato dai resti dell’acquedotto romano, oggi soffocati da cumuli di rifiuti che deturpano un patrimonio archeologico unico.
Le discariche abusive sorgono inoltre a ridosso di campi coltivati, vigneti, allevamenti bufalini e a pochi passi dal litorale. Tra i rifiuti abbandonati è stata documentata anche la presenza di lastre di eternit vicino alla spiaggia, con il rischio di dispersione di fibre di amianto e di esposizione per cittadini e turisti.
Non soltanto un problema ambientale
Il problema non riguarda soltanto il paesaggio. I continui roghi di rifiuti rilasciano nell’aria sostanze potenzialmente nocive che destano forte preoccupazione per la salute pubblica. Il territorio di Mondragone registra da anni un’incidenza oncologica elevata: secondo il Registro Tumori locale, la percentuale dei casi risulta significativamente superiore rispetto a quella rilevata in numerosi comuni limitrofi.
Resta una domanda che il territorio continua a porsi: perché tutto questo continua ad accadere? Chi continua ad alimentare il fenomeno degli sversamenti illegali? Mentre le risposte tardano ad arrivare, sono soprattutto cittadini e attivisti a mantenere alta l’attenzione su un’emergenza ambientale che rischia di essere dimenticata.
L’immagine che emerge è quella di una città ferita, dove l’abbandono dei rifiuti, gli incendi e il degrado ambientale convivono con un patrimonio storico di enorme valore e con attività agricole di eccellenza. Un territorio che continua a chiedere controlli, bonifiche e interventi concreti prima che il prezzo da pagare diventi ancora più alto.
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