ULTIMO AGGIORNAMENTO: 11 Settembre 2026. 18:14

Tumori e metabolismo: il ruolo dell’alimentazione

La ricerca oncologica studia il metabolismo tumorale e il possibile ruolo della dieta chetogenica nel modulare glucosio, insulina e microambiente tumorale. Le evidenze cliniche sono ancora preliminari: la nutrizione può affiancare le terapie oncologiche, ma non sostituirle.

Quando il metabolismo diventa un bersaglio
Per anni la nutrizione oncologica è stata considerata soprattutto uno strumento per contrastare malnutrizione, perdita di peso e cachessia. Oggi la ricerca sta studiando anche un’altra possibilità: modulare il metabolismo del tumore attraverso l’alimentazione.

Il punto di partenza è l’effetto Warburg, descritto da Otto Warburg: molte cellule tumorali utilizzano intensamente il glucosio attraverso la glicolisi anche in presenza di ossigeno. Questa riprogrammazione metabolica permette loro di sostenere crescita e proliferazione.

Da qui nasce l’interesse per le diete a basso contenuto di carboidrati e, soprattutto, per la dieta chetogenica. Riducendo drasticamente i carboidrati, l’organismo aumenta la produzione di corpi chetonici e modifica il metabolismo di glucosio, insulina e altri segnali metabolici.

Ma il passaggio dalla teoria alla terapia è tutt’altro che scontato.
Una meta-analisi del 2024 su studi randomizzati ha rilevato una riduzione della glicemia con la dieta chetogenica, ma non ha dimostrato benefici significativi su peso, IGF-1 o qualità di vita, concludendo che le prove disponibili non sono ancora sufficienti per stabilire un’efficacia antitumorale definitiva.

Anche una revisione sistematica comprendente 252 studi randomizzati e oltre 31.000 pazienti ha evidenziato che la maggior parte delle ricerche nutrizionali in oncologia misura parametri metabolici o qualità di vita, mentre le prove di un miglioramento diretto degli esiti tumorali rimangono limitate.

La ricerca più recente continua tuttavia a concentrarsi su alcuni tumori, tra cui i gliomi, dove l’approccio metabolico è particolarmente studiato. Anche in questo ambito, le evidenze cliniche restano eterogenee e non dimostrano ancora un beneficio certo sulla sopravvivenza.

La certezza, invece, riguarda l’importanza della nutrizione clinica personalizzata. Le linee guida ESPEN raccomandano di valutare precocemente lo stato nutrizionale e intervenire per prevenire malnutrizione e perdita di massa muscolare durante il percorso oncologico.

La vera frontiera non è quindi “affamare il tumore”, ma capire quando e in quali pazienti una precisa modulazione metabolica possa diventare un supporto sicuro alle terapie convenzionali.

 

Fonti della ricerca
Muscaritoli M. et al., ESPEN practical guideline: Clinical Nutrition in cancer, Clinical Nutrition, 2021.
Salido-Bueno B. et al., Effects of ketogenic diets on cancer-related variables: A systematic review and meta-analysis of randomised controlled trials, Nutrition Bulletin, 2024.
Ilerhunmwuwa N.P. et al., Dietary interventions in cancer: a systematic review of all randomized controlled trials, Journal of the National Cancer Institute, 2024.
Systematic review: isocaloric ketogenic dietary regimes for cancer patients, PubMed PMID 28353094.
Efficacy of Low-Carbohydrate Ketogenic Diet as an Adjuvant Cancer Therapy, systematic review and meta-analysis of RCTs, PubMed PMID 33918992.
Rajakumar G. et al., Effect of ketogenic diets on insulin-like growth factor (IGF)-1 in humans, 2024.
Ketogenic Diet in the Treatment of Malignant Gliomas: A Systematic Review, 2026.

Condividi questo articolo