ULTIMO AGGIORNAMENTO: 11 Settembre 2026. 18:14

Taverna del Re, diossine 16 volte sopra il valore di riferimento

Dopo il rogo del 6 settembre a Taverna del Re, l’ARPAC rileva 2,4 pg/Nm³ di diossine, furani e PCB diossina-simili, contro il valore di riferimento di 0,15 pg/Nm³. Il dato accende l’attenzione sanitaria e ambientale: le diossine sono contaminanti persistenti che possono accumularsi nell’organismo e nella catena alimentare.

Il dato che arriva da Taverna del Re

Il primo monitoraggio effettuato dall’ARPAC dopo l’incendio divampato il 6 settembre nel sito di deposito di rifiuti in balle di Taverna del Re, a Giugliano, restituisce un dato che richiede attenzione: 2,4 pg/Nm³ I-TEQ di diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili.
La rilevazione, effettuata il 7 e 8 settembre con un campionatore posizionato nei pressi dell’incendio, è significativamente superiore al valore di riferimento di 0,15 pg/Nm³ I-TEQ utilizzato dalla comunità scientifica. Si tratta di circa 16 volte il valore di riferimento. L’ARPAC precisa che il monitoraggio è ancora in corso e che saranno pubblicati ulteriori risultati.

Ma cosa significa questo numero?
Il picogrammo corrisponde a un trilionesimo di grammo. Il dato può quindi sembrare infinitesimale, ma le diossine sono sostanze caratterizzate da elevata tossicità, persistenza e capacità di accumularsi nei tessuti adiposi e nella catena alimentare.
Le diossine possono formarsi durante processi di combustione e, una volta disperse nell’ambiente, possono depositarsi sul suolo e sulla vegetazione. Da qui possono entrare nella catena alimentare. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre il 90% dell’esposizione umana alle diossine avviene attraverso gli alimenti, soprattutto carne, latticini, pesce e altri prodotti di origine animale.

Perché preoccupano la salute
L’esposizione a livelli elevati può provocare effetti come cloracne e alterazioni della funzionalità epatica, mentre l’esposizione prolungata è stata associata ad alterazioni del sistema immunitario, endocrino e riproduttivo e dello sviluppo. La TCDD, la più studiata tra le diossine, è classificata dall’IARC come cancerogena per l’uomo, Gruppo 1.
Il dato di Taverna del Re, tuttavia, non consente da solo di stabilire un rischio sanitario individuale né di prevedere conseguenze sulla popolazione. È una misurazione ambientale riferita a un preciso periodo e a un punto di campionamento. Proprio per questo saranno fondamentali i successivi monitoraggi dell’aria e gli eventuali controlli su suolo, produzioni agricole e alimenti.

Il numero 2,4 è dunque un campanello d’allarme scientifico: non una diagnosi, ma un dato che rende indispensabile continuare a misurare, verificare e informare.
BioMed Magazine seguirà gli aggiornamenti scientifici e ambientali sul caso.

Fonti della ricerca
PubMed PMID 22364893.
PubMed PMID 15939454.

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